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Commerciale e SocietarioGiovanni GigliottiMaurizio VasciminniProcedura CivileSilvia BiscegliaViolazione dei patti parasociali quale giurisdizione nel caso di società con sede estera?

Violazione dei patti parasociali: quale giurisdizione è applicabile nel caso di società con sede estera?*

ABSTRACT Una recente sentenza della Corte di Cassazione[1] ha stabilito che la controversia nascente dall’inadempimento del socio italiano al patto parasociale è soggetta alla giurisdizione italiana anche quando la sede legale della società si trova all’estero, trovando applicazione il criterio generale del domicilio del convenuto.

I patti parasociali nell’ordinamento giuridico italiano

Nell’ordinamento giuridico italiano, i soci di una società possono stipulare i cd. “patti parasociali” al fine di regolare i loro reciproci obblighi in merito alle scelte di governo societario e alla gestione degli affari sociali.

Secondo la normativa e la giurisprudenza, la società interessata da un patto parasociale non è parte di tale contratto. Infatti, il patto parasociale è formalmente e sostanzialmente distinto dallo statuto e dall’atto costitutivo della società.

In altri termini, in virtù del principio generale di cui all’articolo 1372 del Codice Civile, i patti parasociali sono vincolanti solo tra le parti che li hanno stipulati e dunque non producono effetti verso la società o terzi.

Ne consegue che i patti parasociali non sono opponibili alla società. Dunque, qualsiasi atto o contratto adottato da una delle parti in violazione del patto parasociale rimane valido tra le parti oltre che nei confronti della società medesima, fermo il diritto dell’altra parte di chiedere il risarcimento dei danni.

La regola del domicilio del convenuto trova applicazione alla controversia derivante da una violazione dei patti parasociali

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno recentemente affrontato la questione della competenza in caso di controversia derivante dall’inadempimento dei patti parasociali.

Nel caso sottoposto all’esame della Corte, il socio italiano di una società straniera con sede legale in Polonia veniva citato in giudizio davanti al tribunale italiano dall’altro socio nonché parte del patto parasociale.

Nel giudizio conclusosi con la sentenza impugnata, la Corte d’Appello di Roma[1] aveva affermato che la controversia rientrava nell’ambito di competenza del tribunale del luogo in cui la società ha la sua sede legale, e cioè il tribunale polacco, trovando applicazione il criterio di collegamento ai fini di giurisdizione fondato sul principio di prossimità tra oggetto della controversia e tribunale.

Secondo la pronuncia della Corte d’Appello, tale criterio di collegamento ai fini di giurisdizione discende dalle previsioni del Regolamento (CE) n. 44/2001 del Consiglio (“Regolamento”) il quale, in talune circostanze, prevede delle deroghe alla regola generale del criterio del domicilio del convenuto.

Con la sentenza n. 26984/2020, la Suprema Corte ha cassato la sentenza della Corte d’Appello e ha stabilito che il criterio collegamento per stabilire la giurisdizione fondato sul domicilio del convenuto è applicabile anche alla controversia originata dall’inadempimento del socio ai patti parasociali.

Secondo la Corte, le eccezioni all’applicabilità della regola generale del domicilio del convenuto devono essere interpretate in modo restrittivo in quanto introducono delle deroghe speciali alle regole generali sulla giurisdizione, che dovrebbero invece essere chiare e prevedibili al fine di garantire la certezza del diritto.

Pertanto, alla controversia che scaturisce dalla violazione di un patto parasociale non trova applicazione la competenza esclusiva prevista dall’articolo 22 del Regolamento.

Secondo tale articolo, le controversie in materia societaria riguardo “alla validità delle decisioni dei rispettivi organi” rientrano nella competenza esclusiva del giudice dello Stato membro in cui la società ha la sua sede legale.

Tale regola di competenza esclusiva è volta a garantire un sistema di risoluzione delle controversie efficiente e prevedibile, attraverso la devoluzione delle controversie sulle decisioni degli organi societari al giudice più vicino alla società, sulla base del criterio dell’ubicazione della sede sociale.

Come sopra anticipato, nell’ordinamento giuridico italiano i patti parasociali conclusi dai soci di una società non sono opponibili alla società medesima. Da ciò consegue che la violazione del patto parasociale non inficia la validità delle decisioni e degli atti degli organi della società, a condizione che gli atti adottati e le decisioni assunte siano conformi alla legge dello Stato membro in cui ha sede la società, essendo quest’ultima formalmente e sostanzialmente terza rispetto al patto parasociale concluso tra i suoi soci.

Alla luce di tali considerazioni, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno escluso che la violazione di un patto parasociale possa riguardare anche la “validità delle decisioni degli organi della società”, come previsto dalla legge al fine di derogare la regola generale del domicilio del convenuto.

In altre parole, la controversia derivante da una violazione dei patti parasociali è rilevante solo nell’ambito dei rapporti tra le parti dei patti medesimi, e non coinvolge la società. Ne deriva che la giurisdizione applicabile non segue il criterio dell’ubicazione della sede legale della società.

Nel caso in esame, la Corte di Cassazione ha quindi affermato che il socio nonché amministratore unico della società domiciliato in Italia era stato opportunamente citato in giudizio davanti al giudice italiano, trovando applicazione la regola generale di giurisdizione fondata sul domicilio del convenuto.

Conclusioni

Secondo la sentenza n. 26984/2020 della Corte di Cassazione, la risoluzione di una controversia derivante dall’inadempimento dei patti parasociali da parte del socio italiano nonché amministratore unico di una società straniera rientra nell’ambito di giurisdizione italiana.

La natura e gli effetti dei patti parasociali nell’ordinamento giuridico italiano non consentono che alla controversia relativa all’inadempimento di un patto parasociale trovi applicazione la giurisdizione esclusiva di cui all’articolo 22 del Regolamento.

Al fine di garantire la certezza del diritto, le regole implicanti giurisdizione esclusiva non possono essere interpretate in modo estensivo, poiché si deve assicurare che le parti siano in grado di prevedere ex ante quale tribunale sarà competente in caso di violazione dei patti parasociali.

L’esigenza di chiarezza e prevedibilità orienta pertanto l’applicazione delle regole sulla giurisdizione, trovando applicazione in linea generale il criterio di collegamento del domicilio del convenuto.


[1] Corte di Cassazione, sentenza n. 26984/2020.

[2] Corte d’Appello di Roma, sentenza n. 2932/2018.

* Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta con il titolo Breach of the shareholders’ agreement: which jurisdiction when the company is based abroad? in the International Bar Association (IBA) Corporate Counsel Forum newsletter, August 2021


Foto: John Martin, The Covenant, 1843