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Niccolò D'AndreaProcedura CivileOpposizione a decreto ingiuntivo e momento in cui la provvisoria esecuzione può essere concessa: un primo orientamento

13 Febbraio 2024by Niccolò D`Andrea

ABSTRACT: Un decreto del Tribunale di Bologna, reso il 21 settembre 2023, offre una prima indicazione circa la possibilità, nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo post-riforma Cartabia, che il decreto sia munito di provvisoria esecutività anche in anticipo rispetto alla “prima udienza” prevista dalla legge.

 

Un decreto del Tribunale di Bologna, reso il 21 settembre 2023, offre una prima indicazione circa la possibilità, nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo post-riforma Cartabia, che il decreto sia munito di provvisoria esecutività anche in anticipo rispetto alla “prima udienza” prevista dalla legge.

Nel rito oggi vigente, la prima udienza è preceduta dallo scambio non solo degli atti introduttivi, ma anche delle “memorie istruttorie”, per effetto delle quali è delimitato non solo l’oggetto della futura decisione ma anche il quadro delle circostanze da dimostrarsi o da smentirsi, e che in precedenza venivano concesse solo a posteriori (a conclusione della prima udienza, su eventuale richiesta di almeno una delle parti).

La nuova struttura ha posto alcuni quesiti applicativi (per quanto qui interessa, in particolare) in relazione al provvedimento ex art. 648 c.p.c. di concessione della provvisoria esecutività del decreto ingiuntivo opposto. Ci si è chiesti infatti se tale provvedimento debba necessariamente seguire lo scambio delle memorie istruttorie, come sembra suggerire la lettura combinata delle disposizioni rilevanti([1]), e non possa invece eventualmente precederlo, come apparirebbe in coerenza con la cognizione ancora sommaria e le finalità tipicamente anticipatorie ([2]) che caratterizzano lo stesso provvedimento. Tra l’altro, la risposta negativa rischierebbe di agevolare condotte meramente dilatorie o strumentali da parte del debitore ingiunto, facilitate dallo scambio delle difese istruttorie, senza dimenticare peraltro che la data della prima udienza è oggi maggiormente ‘distanziata’ (anche se, in principio, non di molto) rispetto al previgente regime.

Nel caso di specie, il debitore ingiunto-attore in opposizione aveva fissato la data della prima udienza ben al di là del termine di comparizione minimo previsto dall’art. 163-bis c.p.c., presumibilmente per ritardare la pronuncia del provvedimento ex art. 648 c.p.c. Per tale motivo, il ricorrente-convenuto opposto aveva dapprima ottenuto l’anticipazione dell’udienza e, poi, nel costituirsi, ha chiesto che il decreto venisse munito di provvisoria esecutività ancora “in pendenza della prima udienza di comparizione”.

Accogliendo la richiesta, il Tribunale ha osservato che, in assenza di indici normativi di segno contrario, la disciplina processuale di nuovo conio “non è di ostacolo ad una decisione sull’istanza ex art. 648 c.p.c. resa all’esito di una udienza anteriore a quella regolata dal novellato art. 183 c.p.c.”. In tal senso il Tribunale ha osservato che il riferimento alla “prima udienza” (esistente sin dal 2013) conferma la “possibilità, e di regola la doverosità”, dell’adozione del provvedimento in discorso “sin dal primo contatto tra parti e giudice”.

In conclusione, il provvedimento ha esplicitato che “è tuttora possibile” assumere la decisione sull’istanza di provvisoria esecuzione del decreto opposto “allo stato degli atti, ossia quando non sono ancora compiutamente maturate le preclusioni assertive e istruttorie”. Così facendo, il provvedimento ha realizzato – molto opportunamente, a parere di chi scrive – il coordinamento tra il testo dell’art. 648 c.p.c. (non modificato dalla novella del 2022) e la nuova struttura, prima descritta, della fase iniziale del procedimento di cognizione.

 

([1])         Art. 171-ter c.p.c.; art. 183 c.p.c.; art. 648 c.p.c.

([2])         V. in tal senso Cass. 711/2020

 


 

Foto: Picryl