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CivileGiada RussoGiovanni GigliottiMaurizio VasciminniProcedura CivileDov’è successo? La Giurisprudenza italiana riconosce i principi della Corte di Giustizia UE sulla giurisdizione internazionale e sul ‘Luogo in cui si è verificato l’evento dannoso’

Dov’è successo? La giurisprudenza italiana riconosce i principi della Corte di giustizia UE sulla giurisdizione internazionale e sul ‘luogo in cui si è verificato l’evento dannoso’

ABSTRACT – Secondo la Corte di Cassazione, il luogo dell’evento dannoso coincide sia con il luogo in cui è avvenuta l’azione o l’omissione sia con il luogo del danno iniziale, mentre è irrilevante l’ulteriore danno che si verifica come conseguenza indiretta della stessa azione od omissione.

 

Una delle questioni più dibattute dalla dottrina e dalla giurisprudenza internazionale riguarda la determinazione della giurisdizione in caso di potenziale applicabilità di diversi criteri di collegamento.

Il criterio generale per l’attribuzione della competenza giurisdizionale ai sensi del Regolamento dell’Unione Europea n. 1215/2012, noto anche come regolamento “Bruxelles I bis” (‘Regolamento’), è quello del domicilio del convenuto. Secondo l’articolo 4 del Regolamento, le persone domiciliate in uno Stato membro sono convenute, indipendentemente dalla loro nazionalità, davanti ai giudici di tale Stato membro. Il Regolamento prevede inoltre alcune eccezioni al criterio generale del domicilio del convenuto.

Ai sensi dell’articolo 7 del Regolamento, in materia di illeciti civili dolosi o colposi, una persona può essere convenuta davanti al giudice del luogo in cui l’evento dannoso si è verificato o può avvenire, anche se domiciliata in uno Stato membro diverso. Questo criterio speciale di competenza si basa sull’esistenza di un legame particolarmente stretto tra una determinata controversia e i giudici del luogo in cui l’evento dannoso è avvenuto o può avvenire, e giustifica l’attribuzione della competenza a tali giudici in un’ottica di buona amministrazione della giustizia ed economia processuale.

Tener conto del luogo in cui il danno si è verificato, infatti, consente che il giudice competente venga individuato tenendo conto anche della prossimità e della facilità di assunzione delle prove[1].

Le potenziali lacune temporali e spaziali che possono verificarsi tra l’evento dannoso e le sue conseguenze possono tuttavia dar luogo a controversie transnazionali in cui l’attore agisce davanti ai tribunali della propria nazionalità, supponendo di aver subito danni nel proprio paese, mentre il convenuto caldeggia un’interpretazione restrittiva dei criteri del “luogo in cui l’evento dannoso è avvenuto”.

La Corte di giustizia europea (CGUE) ha chiarito il significato di “luogo in cui si è verificato l’evento dannoso” [2] affermando che lo stesso possa individuarsi sia nel luogo in cui si è verificato il danno sia nel luogo in cui si è verificato l’evento generatore. Tuttavia, questa nozione non può essere interpretata estensivamente nel senso di includere qualsiasi luogo in cui le conseguenze dannose di un evento che ha già causato un danno in un altro luogo possano essere avvertite. Pertanto, il luogo in cui la parte lesa afferma di aver subito un danno a causa di un “danno iniziale” verificatosi in un altro Stato non può essere considerato come il “luogo in cui l’evento dannoso si è verificato”.

In conformità ai principi della CGUE, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27164/2018 del 26 ottobre 2018, ha affermato che solo il luogo in cui l’evento causale ha prodotto direttamente i suoi effetti nei confronti della vittima può essere considerato il “luogo in cui l’evento è avvenuto”. La Corte di Cassazione ha inoltre chiarito che, in caso di illecito civile, doloso o colposo, il “luogo in cui si è verificato l’evento dannoso” è quello in cui l’evento causale, da cui sorge la responsabilità, ha prodotto i suoi effetti negativi diretti, indipendentemente dal luogo in cui la vittima possa subire conseguenze future. Ai fini della giurisdizione, la Corte di Cassazione ha attribuito importanza alla distinzione tra “danno-evento” e “danno-conseguenza”.

Alla luce di quanto affermato dalla Corte di Cassazione, il luogo dell’evento dannoso coincide sia con il luogo in cui è avvenuta l’azione o l’omissione sia con il luogo in cui si è verificato inizialmente il danno, mentre si ritiene irrilevante l’ulteriore danno che si verifica come conseguenza indiretta della stessa azione od omissione. Pertanto, la Corte di Cassazione ha negato che il locus commissi delicti possa essere identificato con il luogo in cui il patrimonio della vittima è colpito dalle conseguenze (indirette) dell’evento dannoso.

Con la pronuncia in commento, la Corte di Cassazione ha mostrato di voler dunque evitare la proliferazione del cosiddetto “forum shopping” che può permettere all’attore di citare il convenuto davanti al tribunale nazionale che meglio soddisfa i propri interessi invece di quello che ha la relazione più stretta con la controversia.


[1] CGUE, Sentenza del 16 luglio 2009, Procedimento C-189/08, Zuid-Chemie.

[2] CGUE, Sentenza dell’11 gennaio 1990, Procedimento C-220/88, Dumez France e Altri v Hessische Landesbank e Altri;

CGUE, Sentenza del 16 luglio 2009, Procedimento C-189/08, Zuid-Chemie.

*  Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta col  titolo Where does it hurt? Italian court recognises EU Court of Justice principles on international jurisdiction and ‘place where harmful event occurred’ in the IBA Litigation Committee newsletter in September 2019.


Foto: Vasily Kandinsky, Improvisation No. 30 (Cannons), 1913